Nel racconto LA MITE di Dostoevskij le azioni dei personaggi che si susseguono nell’incalzante ritmo narrativo, sono il riflesso delle deflagrazioni che avvengono dentro e fuori l’animo umano, una sequela di atti che appaiono per lasciare spazio ad una visione tragica e ad un significato filosofico dell’essere umano e del suo mondo. La protagonista della storia, la Mite del titolo, si trova a raccontarsi per bocca d’un marito che non si dà pace, mentre resta proprio lì, nei pressi di quei due tavoli da soggiorno avamposti di un ozio in spregio a una luna di miele mai celebrata e sempre agognata, sperata, declamata. Tante domande senza risposte, una ad una in schianto contro lo sguardo di “severa meraviglia” che ha dissolto il loro amore di marito e di moglie, sposi per “caso” e per “istanti”, adoranti del corpo dell’altro in tempi asincroni, assieme all’insostenibile spazio lasciato inabitato dalla moltitudine di parole stracciate e appese nell’atrio d’una taciuta vergogna: l’inutile tormento d’un arrogante silenzio.
LA MITE
dall’omonimo racconto di Fëdor Dostoevskij.
Canto della scena: Federico Gobbi.
Canto dell’allestimento e regia: Andrea Cramarossa.
Casa madre: Teatro delle Bambole.
Per informazioni e prenotazioni:
info@teatrodellebambole.it
Cell.: 347 3003359 (anche whatsapp)
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