«Brutta, racchia, cessa, chiavica, ciospa, cozza, cinghiale, scorfano, cofano, paracarro, strega, mostro, nutria. La donna brutta ha più nomi di Dio.»
«Se sei brutta, diventa bella. Se sei bella, camuffati un po’. Se sei grassa, diventa magra. Se sei magra, diventa tettona. Se sei intelligente, vola basso. Se parli molto, parla di meno. Se sei visibile, fatti piccola.»
Perché mai un uomo ha il permesso di “essere brutto” – magari calvo, con un naso prominente, occhi sporgenti… – mentre alle donne sembra richiesto di rispettare precisi canoni estetici e di apparire sempre giovani e attraenti?
È una domanda per la quale non abbiamo una risposta soddisfacente.
Una donna nasce, cresce e spesso passa tutta la vita a tenersi alla larga dall’essere identificata come “brutta”: è la storia raccontata da Giulia Blasi nel successo letterario edito da Rizzoli e trasformato in un avvincente spettacolo teatrale insieme a Cristiana Vaccaro e Francesco Zecca.
Un racconto tutto d’un fiato, un monologo divertente ed esilarante per tutte e per tutti, a metà tra ferocia e risata. La storia della protagonista dall’infanzia alla prima adolescenza, dai vent’anni all’età in cui comincia l’invecchiamento. La storia del suo corpo: un corpo che va nel mondo con la consapevolezza della quantità di spazio che può occupare e di attenzione che può pretendere in ragione di come viene etichettato.
Chi ha detto che, per occupare uno spazio pubblico, per vivere appieno in società, si debba per forza essere belle?
L’umorismo fa da padrone in questa riflessione attuale, profonda, mai retorica, che attraversa un universo caleidoscopico fatto di strade polverose calabresi di fine anni ‘70, di cartoni animati anni ‘80, di guaine contenitive sotto i vestiti e di primi amori (e prime delusioni) a ritmo di successi sanremesi anni ’90.
Francesco Zecca, regista sempre attento alle tematiche femminili (che ha già diretto attrici quali Lucrezia Lante della Rovere, Pamela Villoresi, Crescenza Guarnieri e Marina Confalone) questa volta insieme a Cristiana Vaccaro (a teatro con Michele Riondino, Michela Andreozzi, Massimiliano Bruno…) ci portano a fare un viaggio di grande intensità tra momenti spiccatamente comici e riflessioni pungenti sul senso dello stare al mondo e sull’accettazione di sé.
Lo spettacolo è prodotto e distribuito da Do7 Factory (Valerio Lundini, Caterina Guzzanti, Lo Sgargabonzi, Filosofia Coatta, Raffaello Corti,…).
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