A cento anni di distanza dal delitto che per mani fasciste ha tolto la vita nel 1924 al segretario del Partito Socialista Unitario la sezione ANPI di Castellana Grotte e l’associazione culturale la Forbice in collaborazione con il Circolo Pivot, hanno voluto organizzare una serata per ricordare la figura del politico antifascista italiano, rapito e ucciso per aver lottato, con coraggio e coerenza, contro Mussolini e il fascismo.
Ad aprire la serata in particolare saranno i saluti del presidente della sezione locale dell’associazione nazionale partigiani italiani Sabino Tanzi e di Antonino Piepoli per il circolo Pivot e La Forbice. Ad arricchire di significato l’evento commemorativo gli interventi di Mario Gianfrate, noto ricercatore della storia contemporanea e autore del libro “Delitto Matteotti, il mandante” e di Antonella Morga in rappresentanza dell’osservatorio regionale della Puglia sui neofascismi.
Giacomo Matteotti, antifascista italiano e segretario del Partito Socialista Unitario, fu rapito ad opera di una squadra fascista per volontà di Benito Mussolini, a causa delle sue denunce sui brogli elettorali attuati dalla nascente dittatura nelle elezioni del 6 aprile 1924 e delle sue indagini sulla corruzione del governo. Matteotti, nel giorno del suo omicidio (10 giugno 1924) avrebbe dovuto presentare un nuovo discorso alla Camera dei Deputati – dopo quello sui brogli del 30 maggio – in cui avrebbe rivelato le sue scoperte riguardanti lo scandalo finanziario con coinvolgimento anche di Arnaldo Mussolini, fratello del duce.
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